Non avrei scritto di questo argomento, se non fosse che ieri (nel momento in cui vi scrivo è oggi), giovedì 2 maggio, ho compiuto il mio primo anniversario da quando ho ripreso a mangiare la carne. Dopo ben ventidue anni (praticamente una vita), dei quali i primi cinque da vegetariano ed i restanti diciassette senza carne ma consumando pesce. Con diverse fasi filo-vegane. Una delle mie velleità era quella di aprire nel mio paese il ristorante “Vegano Olona”, io abito a Vedano Olona. Che sia pirla, oltre a chi mi conosce di persona, ora lo sapete anche voi.

Breve storia:

Ho sedici anni quando una sera dell’inverno 2016 mi reco al cinema a vedere il film “Babe, maialino coraggioso”. Ed è subito zoofilia totale. Fin da bambinetto ho sempre provato un amore grande per gli animali, per la natura tutta direi. Mai stato un “cittadino”, sono un tipo più da montagne o da mare e, se devo pensare a un viaggio, penso immancabilmente ad una meta con pochi uomini e tanta natura. Esco dal cinema e mi dico “Basta, non voglio più mangiare animali!” e così è stato. Poi, dati gli svarioni che mi venivano al ristorante quando vedevo passare un piatto di pesce, mi sono sentito meno in colpa a mangiare le creature del mare. Ma con la carne ho tenuto duro. Ero convinto che non mi mancasse e che, piuttosto che riprendere a mangiarla, avrei preferito smettere nuovamente di cibarmi anche di pesce e di tornare vegetariano, meglio ancora, vegano (no carni e derivati degli animali come latte, uova e miele)!

In effetti, ci ho provato a diventare vegano, in tempi anche piuttosto recenti. E non mangiando male, ma con attenzione e cura nella scelta del cibo, informandomi e seguendo le principali e autorevoli voci nel campo dell’alimentazione ad indirizzo vegetale. L’alimentazione è un argomento che mi ha sempre affascinato e del quale nel mio privato ho letto e appreso non poco. Bene, risultato? Stavo male.

Mi piace portare avanti gli ideali, ma credo mi piaccia ancor di più metterli in discussione; nonostante inizialmente sia sempre doloroso cambiare idea, rinunciare alle proprie convinzioni e rimettersi ad imparare. Nella mia mente, quindi, ha iniziato ad insinuarsi il dubbio: ma siamo così sicuri che mangiare vegetariano o vegano mi faccia davvero bene? No perché, tra l’altro, non vi dico la quantità di gas che producevo, il sonno subito dopo pranzo e un certo affaticamento costante. E poi, raffreddori, mal di testa, herpes, influenze, dermatite, unghie deboli, carie… Tutte robine che consideriamo “normali”, ma che forse non dovrebbero esserlo così tanto. A questo punto ho iniziato a giocare duro e mi sono posto la domanda successiva: perché non mangio carne? Semplice, perché mi sentirei in colpa. D’altronde, povere bestie, non è che a ucciderle gli fai proprio il solletico. Ma qui ho avuto un’illuminazione: non posso decidere di cose che riguardano il mio corpo da una posizione esclusivamente mentale.

Quando ho riassaggiato un pezzo di carne senza pormi la questione etica, ho subito riassaporato la sua bontà e il suo essere nutrimento prezioso. Ma non mi sono fermato, mi sono preso del tempo per raccogliere nuove informazioni, per poi decidere quale percorso imboccare.

Il 2 maggio 2018 (un mercoledì) ho cambiato il mio regime alimentare in via sperimentale. Per un mese ho eliminato completamente i carboidrati, che poi è un nome elegante dello zucchero: via farine e cereali, patate ed anche legumi perché anch’essi per la metà sono composti da carboidrati ed ho ripreso a mangiare carne. Così, un cambio da poco. Non vi dico la faccia di mia moglie quando eravamo insieme a tavola! Niente pizza, pane, pasta al sugo… So che molti di voi stanno imprecando in questo momento, ma vi dico una cosa: dopo meno di una settimana io ero un’altra persona. Gas nell’intestino praticamente sparito. Energie e lucidità mentale moltiplicate. Dimagrimento, che sarebbe meglio definire sgonfiamento. Dopo un mese esatto, il 2 giugno, ho avuto la folgorazione di quello che sarebbe stato il mio progetto artistico da lì in poi: ho aperto questo blog, ho registrato un disco e scritto un libro che usciranno entrambi a breve.

Non è una coincidenza. Io stavo male nel corpo mangiando quello che faceva stare bene il mio ideale. Non rinnego ciò che ho fatto, in un certo senso ne vado fiero, ci vuole disciplina per protrarre una scelta alimentare nel tempo e sopportare tutte le critiche che, immancabilmente, arrivano quando sei a tavola e non mangi qualcosa per scelta. Anche ora è così: il fatto che riapprezzi la carne fa incazzare gli animalisti e il fatto che mangio pochissimi carboidrati fa incazzare quasi tutti. Pur avendo reintegrato una parte di carboidrati nella mia alimentazione, ne mangio comunque pochi e, soprattutto, non ad ogni pasto.

Come va? Sto bene, come non ricordo di essere mai stato. Sistema immunitario tosto. Dormo due ore in meno a notte (solitamente sei, ma a volte anche meno, prima erano otto) e ho meno sonno di prima. In compenso, ho molte più idee e forze sia fisiche sia psichiche e, in generale, un entusiasmo che mi mancava. Pressione, battito cardiaco, colesterolo, glucosio, trigliceridi… tutto diminuito. Tanti di quei disturbi “normali” che ho prima elencato sono migliorati drasticamente se non spariti.

Certo, non è solo il cibo della tavola a costruire l’essere umano. Ci sono anche la luce del sole, l’aria, le sensazioni, le emozioni ed i pensieri. Infatti, non escludo che un giorno mangerò solo vegetali e aprirò finalmente il ristorante “Vegano Olona”. Per questioni etiche lo preferirei infinite volte. Ma, se tornerò sui miei passi, sarà per una scelta presa ascoltando il mio essere in toto. Forse Yogananda, Gandhi e Steiner hanno raggiunto un livello interiore che li può rendere adatti ad un’alimentazione completamente vegetale. Io, detto sinceramente, ho compreso di non essere ancora a quel livello! A me serve mangiare proteine e grassi animali per stare bene, evitando così di intossicarmi di zuccheri (ripeto, già se evitate i carboidrati in modo importante, rimarreste sbalorditi dal giovamento che ne trarreste). Ciò non vuol dire che io sia diventato meno etico o meno sensibile di prima. Mi spiace per gli animali ed ogni volta che ne mangio le carni, ci crediate o no, io ringrazio dentro di me e apprezzo profondamente il sacrificio di quella creatura. Resto estremamente critico nei confronti degli allevamenti intensivi e di tutte le crudeltà dovute al produrre tanto e di più (anche se questo vale anche nel mondo dell’allevamento e dell’agricoltura) e cerco di acquistare da realtà dove ci sia un’attenzione alla qualità di vita e alle modalità di soppressione del bestiame. Inoltre, sto prendendo in seria considerazione di arrivare a sperimentare l’uccisione per mano mia di un animale, o almeno di assistervi, ovviamente per poi nutrirmene e non per “divertimento”; questo mi suona etico, se consumi carne, in un mondo di cibo raccolto dagli scaffali del supermercato, a distanza di sicurezza da ciò che non abbiamo voglia di vedere.

Dulcis in fundo (un po’ di zucchero almeno qua ce lo metto): se facciamo qualcosa non importa quanto ne siamo convinti, importa quanto siamo veramente in armonia con tutto il nostro essere. Il resto sono rigidità mentali. È normale averle, tutti hanno rigidità mentali. Però, possiamo far diventare norma anche il metterle in discussione, sperimentando e imparando da noi stessi, non solo dall’esperto di turno o dal mainstream che ti dice sempre cosa è più giusto fare. Ricordiamoci che la pellaccia è la nostra ed è prima di tutto una nostra responsabilità conoscerla e prendercene cura.

 

Un abbraccio alla griglia

Matteo